40, grazie alla vita... PDF Print E-mail
Written by Admin   
Friday, 04 July 2008 14:06
Sono arrivati,
ho tanto pensato a questo passaggio
Se guardo la mia vita,
dalla cima di questa collina,
vedo una cammino tortuoso
con tratti di deserto
tratti di rovi
tratti di quelle boscaglie fitte
che non fanno passare la luce
e tratti ricoperti
di quell'erbetta fresca che attutisce i passi.

Ho avuto tanto, tanto mi è stato tolto
prima che lo godessi appieno
Ho avuto tutto
e ne sono cosciente
e riconoscente
Ho molto amato
e tanto ho pianto

Ho percorso tratti
in compagnia
cedendo il passo
e, spesso,
rimanendo sola
per una irrefrenabile smania
di raggiungere la mia Meta

E' bello da qui vedere le vette
inesplorate che mi sono davanti
e sentire dentro la consapevolezza
che un giorno
guardandomi indietro
amerò tutto questo
con la stessa tenerezza
con la quale mi volto ora

Andrò un giorno a Santiago,
emblema della vita nel cammino,
ma sarà solo un tassello del mosaico
Perché è questo il mio Cammino,
senza consapevolezza di una meta
ma con una bussola chiara nel cuore

Camminando sempre
al fianco di gente diversa
che solo le rispettive soste
permettono di affiancare
e ogni giorno
dovendo contare solo
su quello che il bagaglio che ho sulle spalle
contiene di utile per me

Ultreja!
 
Grazie Padre Piras PDF Print E-mail
Written by Admin   
Wednesday, 02 July 2008 11:44

La via della pace e della serenità

Due psichiatri s'incontrano per strada.

"Vedo che stai magnificamente" - dice uno - "E io come sto?".

Le persone s'interrogano a vicenda, si guardano l'un l'altro negli occhi per raccogliere dagli altri informazioni su di se. Ecco perché le opinioni degli altri sono diventate così importanti. Se qualcuno ti dice che sei uno sciocco, tu vai in collera. Perché? Oppure diventi triste. Perché? Sei scombussolato. Pensavi di essere una persona saggia, perché gli altri ti avevano detto che sei saggio. Ed era sull'opinione altrui che ti basavi; adesso qualcuno ti dice che sei uno sciocco. E riesce facilmente a scuotere la tua saggezza: ha lanciato un sasso, ora tutto va a catafascio.
Ecco perché diventi collerico, preoccupato, ansioso. Osservi continuamente ciò che gli altri pensano di te, perché di te stesso tu conosci ben poco.
Se tu non conosci te stesso, e vivi attraverso l'opinione degli altri, ciò che dicono di te diventa la tua anima; e gli altri possono portartela via in ogni momento.
In questo modo rimanete tutti dei mendicanti.

(Osho - Commento a "Il segreto del fiore d'oro")

Last Updated on Sunday, 28 September 2008 21:59
 
Il lavoro PDF Print E-mail
Written by Admin   
Tuesday, 10 June 2008 12:40
Allora un contadino disse: parlaci del Lavoro.
E lui rispose dicendo: “Voi lavorate per assecondare il ritmo della terra e l'anima della terra.
Poiché oziare è estraniarsi dalle stagioni e uscire dal corso della vita, che avanza in solenne e fiera sottomissione verso l'infinito.
Quando lavorate siete un flauto attraverso il quale il sussurro del tempo si trasforma in musica.
Chi di voi vorrebbe essere una canna silenziosa e muta quando tutte le altre cantano all'unisono?
Sempre vi è stato detto che il lavoro è una maledizione e la fatica una sventura.
Ma io vi dico che quando lavorate esaudite una parte del sogno più remoto della terra, che vi fu dato in sorte quando il sogno stesso ebbe origine.
Vivendo delle vostre fatiche, voi amate in verità la vita.
E amare la vita attraverso la fatica è comprenderne il segreto più profondo.
Ma se nella vostra pena voi dite che nascere è dolore e il peso della carne una maledizione scritta sulla fronte, allora vi rispondo: tranne il sudore della fronte niente laverà ciò che vi è stato scritto.
Vi è stato detto che la vita è tenebre e nella vostra stanchezza voi fate eco a ciò che è stato detto dagli esausti.
E io vi dico che in verità la vita è tenebre fuorché quando è slancio,
e ogni slancio è cieco fuorché quando è sapere,
e ogni sapere è vano fuorché quando è lavoro,
e ogni lavoro è vuoto fuorché quando è amore;
e quando lavorate con amore voi stabilite un vincolo con voi stessi, con gli altri e con Dio.
E cos'è lavorare con amore?
E' tessere un abito con i fili del cuore, come se dovesse indossarlo il vostro amato.
E' costruire una casa con dedizione come se dovesse abitarla il vostro amato.
E' spargere teneramente i semi e mietere il raccolto con gioia, come se dovesse goderne il frutto il vostro amato.
E' diffondere in tutto ciò che fate il soffio del vostro spirito,
E’ sapere che tutti i venerati morti stanno vigili intorno a voi.
Spesso vi ho udito dire, come se parlaste nel sonno:
"Chi lavora il marmo e scopre la propria anima configurata nella pietra, è più nobile di chi ara la terra.
E chi afferra l'arcobaleno e lo stende sulla tela in immagine umana, è più di chi fabbrica sandali per i nostri piedi".
Ma io vi dico, non nel sonno ma nel vigile e pieno mezzogiorno, il vento parla dolcemente alla quercia gigante come al più piccolo filo d'erba;
E che è grande soltanto chi trasforma la voce del vento in un canto reso più dolce dal proprio amore.
Il lavoro è amore rivelato.
E se non riuscite a lavorare con amore, ma solo con disgusto, è meglio per voi lasciarlo e, seduti alla porta del tempio, accettare l'elemosina di chi lavora con gioia.
Poiché se cuocete il pane con indifferenza, voi cuocete un pane amaro, che non potrà sfamare l'uomo del tutto.
E se spremete l'uva controvoglia, la vostra riluttanza distillerà veleno nel vino.
E anche se cantate come angeli, ma non amate il canto, renderete l'uomo sordo alle voci del giorno e della notte.

Kahlil Gibran
 
Illusioni PDF Print E-mail
Written by Admin   
Thursday, 26 June 2008 00:53

Un essere umano è parte di un tutto che chiamiamo "universo", una parte limitata nel tempo e nello spazio.
Sperimenta sé stesso, i pensieri e le sensazioni come qualcosa di separato dal resto, in quella che è una specie di illusione ottica della coscienza.
Questa illusione è una sorte di prigione che ci limita ai nostri desideri personali e all'affetto per le poche persone che ci sono più vicine.
Il nostro compito è quello di liberarci da questa prigione, allargando in centri concentrici la nostra compassione per abbracciare tutte le creature viventi e tutta la natura nella sua bellezza.

A. Einstein

 
grazie Carlos.... PDF Print E-mail
Written by Admin   
Monday, 09 June 2008 13:14
Non credere in qualcosa semplicemente perché lo hai sentito;
non credere nelle tradizioni semplicemente perché sono state tramandate per molte generazioni;
non credere in qualcosa semplicemente perché viene detto da molti;
non credere in qualcosa semplicemente perché si trova scritto nei libri religiosi;
non credere in qualcosa fidandoti dell'autorità dei tuoi maestri o di altri;
ma quando, dopo l'osservazione e l'analisi, trovi qualcosa che, in accordo con la ragione,
conduce alla felicità tua e di tutti gli altri, allora accettala e vivi per essa.
Buddha
 
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