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Thursday, 15 May 2008 10:55 |
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Il bambino guardava la nonna scrivere una lettera.A un certo punto chiese:"Stai scrivendo una storia su di noi?E' per caso una storia su di me?".La nonna smise di scrivere,sorrise,e disse al nipote:"in effetti sto scrivendo di te.Tuttavia,più importante delle parole,è la matita che sto usando.Mi piacerebbe che tu fossi come lei,quando sarai grande." Il bimbo osservò la matita,incuriosito,e non vide niente di speciale. "Ma è identica a tutte le matite che ho visto in vita mia!" "Tutto dipende dal modo in cui guardi le cose.Ci sono cinque qualità in essa che,se tu riuscirai a mantenere,faranno sempre di te un uomo in pace col mondo. Prima qualità: tu puoi fare grandi cose,ma non devi mai dimenticare che esiste una Mano che guida i tuoi passi.Questa mano noi la chiamiamo Dio,e Lui ti dovrà sempre indirizzare verso la Sua volontà. Seconda qualità: di quanto in quanto,io devo interrompere ciò che sto scrivendo e usare il temperino.Questo fa si che la matita soffra un poco,ma alla fine essa sarà più affilata. Pertanto,sappi sopportare un pò di dolore,perchè ciò ti renderà una persona migliore. Terza qualità: la matita ci permette sempre di usare una gomma per cancellare gli sbagli.Capisci che correggere qualcosa che abbiamo fatto non è necessariamente un male,ma qualcosa di fondamentale per mantenerci sulla retta via. Quarta qualità: ciò che davvero è importante nella matita non è il legno o la forma esteriore,ma la grafite che è all'interno. Dunque,fai sempre attenzione a quello che succede dentro di te. Infine,la quinta qualità della matita: lascia sempre un segno.Ugualmente,sappi che tutto ciò che farai nella vita lascerà tracce,e cerca di essere conscio di ogni singola azione." Roseblu |
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Thursday, 27 March 2008 12:06 |
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Dice “il filo sottile che tiene insieme due persone”. “Quale filo?” Dice lei, come se tornasse a terra da una grande distanza. “Il filo di tutto quello che le tiene collegate anche quando sono lontane. Anche quando non si vedono non si parlano.” “Perché dici il filo?” “Perché è una cosa molto sottile molto resistente, no? Che puoi anche non vedere, ed è estensibile quasi senza limiti attraverso la distanza e il tempo e l’affollamento delle altre persone che occupano lo spazio e lo attraversano in ogni direzione.” Lei lo guarda. Lui pensa a quello che succede ogni volta che con M. decidono di non sentrsi più e il filo che li collega sembra sul punto di spezzarsi: al senso di vuoto che gli cresce intorno e gli preme sui timpani e gli risucchia l’aria dai polmoni e gli impedisce di restare fermo in un punto. Dice “però non è affatto scontato che ci sia, il filo”. “No?” “No. Magari due pensano di essere molto legati, poi appena provano ad allontanarsi scoprono che in realtà stanno benissimo ognuno per conto suo.” “E allora perché pensavano di essere legati?” “Perché erano tenuti insieme da una colla di pura abitudine e oggetti luoghi condivisi e gesti stratificati. È una colla così forte da sembrare una saldatura permanente, ma appena uno dei due prova a staccarsi non c’è nessun filo che lo segua.” “Che triste” “Come fai a sapere che invece il filo c’è?” “Quando provi a romperlo, e ti trovi in caduta libera attraverso il senso delle cose.” Pura Vita (Andrea De Carlo) |
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Last Updated on Thursday, 27 March 2008 12:06 |
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Thursday, 15 May 2008 10:48 |
Un giorno, un giovane volle consultare un anziano su un problema che gli stava a cuore. "Mio signore", gli disse, "voglio confessarti una cosa: non riesco ad avere un amico. Mi sapresti dare un consiglio?" L'anziano sorrise e rispose:"Posso solo dirti di me. Quand'ero ragazzo fra cento ragazzi, ne ebbi uno, di amico. Fu una cosa bellissima che diede i suoi frutti e poi terminò. Quando divenni adulto fra mille adulti, ne ebbi un altro, di amico. Fu una cosa bellissima, ma l'amico morì ed anch'io mi sentii morire. Ora che sono diventato anziano fra diecimila anziani, adulti e giovani, ho rinunciato ad avere un amico e ho preferito esserlo io, un amico, ogni giorno e ogni ora, di qualcuno che non so chi sia e non so dove sia". "Non deve essere facile...", mormorò il giovane. "Forse non lo è, perché cercare di essere amico significa, prima di tutto, rinunciare ad averne uno. Ma forse lo è, perché proprio rinunciando ad averne uno se ne possono avere tanti". "Non si saprà mai chi saranno?", domandò il giovane. "Mai. Tenere il cuore spalancato perché tutti vi possano entrare, dare sempre fiducia perché tutti ne possano attingere, rispettare ognuno perché ognuno si senta se stesso ti rende, insieme, amato ed odiato, incomprensibile ed imprendibile. Chi cerca di essere amico, è un po' come il mare, fatto di tenera acqua, ma acqua salata. Chi ha come amico il mare, me lo sai dire?" "Il cielo", rispose il giovane Giuro
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Monday, 24 March 2008 13:32 |
“Adoro il fatto che tu abbia freddo quando fuori ci sono 25 gradi; adoro il fatto che ci metti un’ora e mezzo per ordinare un panino; adoro la piccola ruga che ti si forma sul naso quando mi guardi come se fossi matto; adoro il fatto che dopo aver passato una giornata con te, possa ancora sentire il tuo profumo sui miei vestiti; e adoro il fatto che tu sia l’ultima persona con la quale voglio parlare prima di addormentarmi la notte. Non è che mi senta solo, e non c’entra il fatto che sia Capodanno; sono venuto qui stasera perché quando ti rendi conto che vuoi passare il resto della tua vita con una persona, vuoi che il resto della tua vita inizi il prima possibile.” (Harry ti presento Sally)  |
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